MAURITIUS

PHOTO DIARY

Settembre 2008, Port Louis, Mauritius

Una delle prime cose che imparo mettendo piede a Port Louis è che non è corretto parlare delle Mauritius, ma bensì di Mauritius. Questo perché a tutti gli effetti mi trovo in un arcipelago, le Mascarene, un gruppetto di isole del quale la più grande è appunto Mauritius e la più piccola si chiama Rodrigues.

Ed è guadandomi intorno che si rafforza attimo dopo attimo altrettanto rapidamente la consapevolezza che Mauritius non è solo mare e spiagge (come tendenzialmente si pensa) ma un connubio incredibile di culture e razze difficilmente ritrovabile in altri luoghi del pianeta.

Il mare turchese della Ile aux cerf, l’Isola dei Cervi, o quello di altre delle più famose spiagge della zona possono veramente competere nella classifica delle migliori al mondo, ma i luoghi e le immagini che colpiscono principalmente i miei occhi sono altre. Sono le sue bellezze naturalistiche, i parchi e i giardini botanici, le montagne ricche di giungle dalla vegetazione rigogliosa, le coltivazioni di canna da zucchero e tè che si estendono a perdita d’occhio.

Ile aux cerfs

Ile aux cerfs

E naturalmente la sua bizzarra popolazione. Un connubio di tratti somatici indiani, cinesi, arabi ed africani, con qualche francesismo etnico a fare capolino qua e là sotto forma di occhi azzurri o carnagioni più chiare abbrustolite da un sole tropicale che non lascia scampo a nessuno.

E’ proprio camminando per le strade della caotica Port Louis (facendo sempre attenzione ad attraversare la strada dato che a Mauritius si guida a sinistra), che ti rendi conto di come sia incredibile il fatto che coesistano da sempre razze e religioni cosi diverse tra loro.

Danzatrici a Domaine les Pailles

Danzatrici a Domaine les Pailles

Incrocio persone sorridenti, disponibili ed educate, rappresentazioni viventi di una società multietnica dove gli antichi conflitti razziali e coloniali e le disparità sociali sono stati messi da parte in nome di una convivenza pacifica e solidale. Un connubio che ha tra le sue massime espressioni l’accoglienza turistica, fiore all’occhiello dell’economia del Paese.

L’isola di Mauritius può davvero incantare, ti fa sentire parte di un quadro. Un capolavoro dipinto con i variopinti colori delle sue terre risalenti alle eruzioni vulcaniche di milioni di anni fa, con le sfumature delle carnagioni dei suoi abitanti, i prodotti dell’artigianato locale e le mutevoli tinte del cielo e del mare.

Benvenuti tra le pagine del mio diario di viaggio!   

Potranno sembrarvi un po’ vintage in alcuni casi, e sicuramente troverete cose di cui parlo che sono cambiate nel tempo.
Ma ci sono luoghi, viaggi ed esperienze che mi piace ricordare così.
Buona lettura!

Francesco

Lasciate un commento, ditemi se siete già stati in questo bellissimo Paese e cosa ne pensate.

 

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