URUGUAY

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Gennaio 2014, Montevideo, Uruguay

Non appena metto piede nel Mercato della carne della Ciudad Vieja vengo avvolto da una bolla composta da ogni tipo di profumo che si possa immaginare. I miei sensi iniziano a perdersi nella miriade di colori e rumori provenienti dai vari ristoranti, i quali offrono pantagrueliche grigliate di carne cucinate a vista su brace di legna.
Dicono che la carne asada e le empanadas uruguagie siano le più buone al mondo, ma di sicuro anche solo lo spettacolo che viene offerto dal personale che si trova al di là del bancone vale il tempo della visita ed il prezzo del pranzo.

Il mercato è una struttura ricca di fascino, e proprio per questo uno dei luoghi più gettonati dai turisti e dagli amanti della carne. L’unico inconveniente è che a volte risulta un po’ troppo caotico, considerando che si può mangiare solo a mezzogiorno.

Fortaleza del Cerro

Fortaleza del Cerro

E’ il vero e proprio fulcro sociale della parte vecchia di Montevideo, quella situata in prossimità del porto, dove ancora c’è la possibilità di passeggiare tranquillamente tra edifici di epoca coloniale e godersi qualche momento di relax su qualche meravigliosa spiaggia.

Montevideo è una delle città simbolo della cultura europea di esportazione, radicatasi in Sud America grazie alle migrazioni che nei decenni si sono susseguite e stratificate sempre di più. Insieme ovviamente a tutti i suoi pregi e difetti, i suoi stereotipi, i simbolismi, le connotazioni linguistiche e quelle religiose.
E’ una di quelle tipiche città dove è facile incontrare antenati o conoscenti emigrati o trasferitesi per un milione e più di motivazioni.
Proprio come è successo a me, che nei suoi quartieri più poveri e periferici ho ritrovato un giovane amico sacerdote trasferitosi qui in missione.

Panoramica su uno dei quartieri periferici di Montevideo

Panoramica su uno dei quartieri periferici di Montevideo

E l’Uruguay rispecchia la sua capitale in maniera esponenziale.
E’ un Paese che si è  trovato a sgomitare un po’ a destra e un po’ a sinistra in mezzo ai due giganteschi vicini di casa, l’Argentina e il Brasile, lottando per l’autodeterminazione del proprio popolo e della propria identità.
Ha combattuto fisicamente nel passato a colpi di cannone, e lo ha fatto sportivamente sui campi di calcio.
E continua tuttora a farlo metaforicamente, per non essere considerato un semplice territorio autonomo sulle rive del Río de la Plata, il grande fiume che lega tutti gli abitanti di questa parte di mondo. E che li accomuna, e li rende comunque molto simili nei loro destini e nelle tradizioni più iconiche.

Benvenuti tra le pagine del mio diario di viaggio!   

Potranno sembrarvi un po’ vintage in alcuni casi, e sicuramente troverete cose di cui parlo che sono cambiate nel tempo.
Ma ci sono luoghi, viaggi ed esperienze che mi piace ricordare così.
Buona lettura!

Francesco Lasciate un commento, ditemi se siete già stati in questo bellissimo Paese e cosa ne pensate.

 

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