SVEZIA

PHOTO DIARY

Giugno 2010, Stoccolma, Svezia

Stoccolma è una di quelle città dove a prima vista ti sembra tutto perfetto.
Ogni cosa è così ordinata e assolutamente nel posto dove dovrebbe essere, i suoi abitanti sono gentili e accoglienti, e soprattutto durante i caldi giorni estivi respiri nell’aria una grande voglia di vivere fuori dalla mura domestiche.
Voglia che si traduce semplicemente nello stendersi su un prato a prendersi un po’ di sole, anche solo per ammirare il cielo in uno dei suoi parchi cittadini, come ad esempio l’isola di Djurgården, primo ed unico parco nazionale ubicato all’interno di una città.
Del resto si sa che gli svedesi custodiscano in generale un profondo rispetto per la natura, e che Stoccolma sia una città all’avanguardia nel suo impegno verso uno sviluppo urbano sostenibile.

Una voglia di libertà e di vita all’aperto che si manifesta anche navigando con una barca a vela tra le tante isolette che la circondano, e che formano uno dei maggiori arcipelaghi del Mar Baltico. Una costellazione di circa 24.000 isolette di varie dimensioni, per lo più disabitate ma puntinate di case di vacanza, che segue approssimatamene la linea della costa per chilometri.
Oppure facendo shopping nelle aree di Norrmalm o Sergels Torg, o semplicemente trascorrendo ore liete con amici o innamorati in uno dei tanti bar e caffè che popolano la città vecchia, il Gamla Stan.
Situato prevalentemente sull’isolotto di Stadsholmen, è questi uno dei centri medievali cittadini meglio conservati d’Europa. Qui gli edifici simbolo dell’architettura scandinava moderna si sposano con armonia con case, palazzi e torri medievali che sembrano uscite dai racconti di favole.

fontana gamla stan

L’antica fontana di Piazza Stortorget, nel Gamla Stan

Ci sono tantissime opportunità per poter sfruttare al meglio le venti ore di luce che durante l’estate vengono regalate ai suoi abitanti ed ai moltissimi turisti e visitatori da quel fenomeno astronomico chiamato “sole di mezzanotte”.
Ogni area o quartiere della città offre qualcosa di originale, bellissimo e sorprendentemente interessante a modo suo.

Anche l’offerta museale non è da meno.
Non mi ritengo un appassionato di quei musei giganteschi dove non bastano giornate intere per poterli visitare e gustare in pieno, ma spesso incontro delle vere e proprie chicche come il Museo Vasa, nel quale il rapporto tempo a disposizione e qualità dell’offerta è decisamente alto.

E proprio al Museo Vasa ho la possibilità oggi di trascorrere il pomeriggio insieme al gruppo di turisti spagnoli che sto accompagnando.

Mi appoggio nuovamente ad una delle balaustre per poter meglio godere della visione dall’alto. La poppa dell’enorme galeone si erge di fronte a me in tutta la sua magnificenza.
Ho appena finito di leggere il relativo pannello informativo dedicato a questa parte della nave, ed osservando i dettagli nel legno non finisco di sorprendermi di come questo relitto sia potuto sopravvivere e mantenersi praticamente intatto per così tanto tempo dopo essersi inabissato a causa del naufragio.
E’ abbastanza curioso come questo sia stato possibile. Pare che siano state le caratteristiche proprie delle acque del Mar Baltico a fare il miracolo, grazie alla temperatura bassa, alla scarsità di ossigeno e all’assenza del famigerato “verme delle navi”.
Trovo molto interessanti e formativi i video realizzati con animazioni che ricostruiscono personaggi o persone dell’epoca sulla base dei reperti umani ritrovati, oltre che le ricostruzioni in scala che permettono di comprendere meglio le caratteristiche tecniche della struttura.

Le dimensioni di questo galeone del XVII secolo sono davvero impressionanti ed ogni singolo dettaglio non fa che aumentare la mia curiosità.
E’ dal 1990 che si trova qui custodito in questo museo fatto su misura. Una struttura confortevole, ben organizzata e moderna, nella quale viene mantenuta una temperatura costante di 18° e un’illuminazione bassa per favorire la conservazione della nave. Il che non è un male, perché la penombra rende ancora più affascinante la visita, salvo complicare un po’ la possibilità di scattare foto e fare video.

galeone museo vasa

Il galeone Vasa

Nonostante possa sembrare impossibile, il galeone Vasa non ha avuto una storia molto lunga e grandi successi navali, e sicuramente rappresenta uno dei pochi casi storici di imperfezione svedese.
Nel 1628 infatti si è inabissato durante il suo viaggio inaugurale a poca distanza dal porto, e per ben tre secoli è rimasto sommerso nelle acque gelide del Mar Baltico.
Fino al 1961, quando è stato riportano alla luce e sottoposto ad un delicato intervento di restauro. Un’operazione che lo ha reso, tra l’altro, la nave meglio conservata al mondo.

Il suo affondamento non è stato causato da alcun attacco militare o tempesta, ma semplicemente può ricondursi alla troppa ambizione che spesso oscura le menti degli uomini rendendoli troppo superbi.
La nave infatti doveva divenire il simbolo della grandezza della Svezia del 1600, ed il nome stesso le era stato dato in onore del re Gustavo II Adolfo, appartenente alla dinastia Vasa.
La Svezia di quell’epoca era una delle potenze politiche e militari più influenti di tutta Europa, ed il galeone avrebbe rappresentato il fiore all’occhiello della sua marina militare.
I destini delle navi però sono spesso scritti e segnati fin dall’inizio ed anche per il Vasa è stato così. La morte prematura del suo costruttore ed i successivi errori di progettazione, dovuti all’incompetenza dei suoi sottoposti ed alle interferenze del re stesso, hanno determinato errori e modifiche strutturali completamente dannose comportando grave instabilità al suo baricentro ed al suo peso.
Questi errori di valutazione, gli abbellimenti non necessari, tra cui le sfarzose ma inutili sculture lignee, e le ostentazioni di grandezza del re (che fece aggiungere un ulteriore ponte di cannoni), ne hanno causato il tragico inabissarsi a poca distanza dal porto della città.

Una piccola macchia scura nella storia di questa città che è impossibile descrivere con poche parole o semplici immagini. Una delle perle d’Europa, tanto industriosa quanto verde, tanto poderosa quanto romantica.

Benvenuti tra le pagine del mio diario di viaggio!   

Potranno sembrarvi un po’ vintage in alcuni casi, e sicuramente troverete cose di cui parlo che sono cambiate nel tempo.
Ma ci sono luoghi, viaggi ed esperienze che mi piace ricordare così.
Buona lettura!

Francesco Lasciate un commento, ditemi se siete già stati in questo bellissimo Paese e cosa ne pensate.
francesco firma

 

0 commenti

Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *