EMIRATI ARABI UNITI

PHOTO DIARY

Gennaio 2017, Dubai, Emirati Arabi Uniti

Finalmente riesco a trovare un po’ di sollievo grazie all’aria condizionata del vagone della metro, un’opera ingegneristica moderna, efficiente e di assoluto valore, pulita e completamente intonsa da graffiti o scritte. E’ stata inaugurata il 09.09.09, ed è l’ennesima, ulteriore prova che io mi stia trovando in un Paese al di fuori del normale.
Al di là del finestrino scorre veloce il panorama mozzafiato della skyline della città, con i suoi palazzi ultramoderni che si scagliano alla conquista del cielo sfidando ogni legge della gravità, ed il suo ritmo frenetico da vera e propria metropoli del terzo millennio.

Sembra impossibile che tutto sia cominciato nel 1833, anno in cui la tribù Āl Bū Falāsa, capeggiata dalla famiglia Maktoum, decide di stanziarsi nei dintorni di Dubai Creek. Dai primi commerci di perle e bestiame, passando per la costruzione di suq e moschee e dai legami con il governo britannico, la vera chiave di volta è la mitica era del petrolio degli anni Sessanta, che fa esplodere il potere economico e urbanistico della città grazie all’ambizione ed alla megalomania della sua dinastia di sceicchi.

Sembra banale da dire ma… Dubai o la ami o la odi.
Non vuole essere una frase fatta, è quello che avevo sempre sentito dire su questo luogo prima di poterlo vedere coi miei occhi.
E’ una città dove molti sognerebbero di vivere e che altri invece disprezzano. A tutti gli effetti si può definire una metropoli finta, artificiale, troppo lussuosa e quasi di plastica, senza una vera e propria storia.

Dubai Marina di notte

Dubai Marina di notte

Quello che posso confermare però è che camminando lungo i viali di Dubai Marina ci si sente bene, e ci si chiede come sia possibile che fino a pochi anni fa lì c’era solo la sabbia del deserto.
Perché non si può fare altro che restare a bocca aperta davanti al Burj al Arab, il famoso hotel a sette stelle a forma di vela, o di fronte al Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, costruito a scopo di sfida da uno dei ricchi signori di questa terra ed impossibile da non notare con i suoi 828 metri di altezza. E non si può evitare di farsi trasportare da mille emozioni mentre si assiste allo spettacolo di giochi di luce della fontana luminosa collocata proprio ai suoi piedi, i cui getti d’acqua che fluttuano e si susseguono ricordano leggiadre odalische che ballano al cospetto del loro sceicco.

Dubai è una città letteralmente rubata al deserto, un moderno giocattolo pulsante dove puoi scegliere se sciare su una duna di sabbia o su una discesa innevata. Un luogo dove puoi comprare casa su un’isola artificiale a forma di palma, ma anche dove puoi assistere ad uno dei tramonti più spettacolari del mondo.

Tramonto sulla skyline di Dubai

Tramonto sulla skyline di Dubai

Uno, tre, sette giorni a Dubai possono riempirti gli occhi di meraviglie, ma per conoscere davvero l’essenza di questo mondo dorato e comprenderlo fino in fondo bisogna saper leggere tra le righe ed entrare in contatto con chi la vive ogni giorno.

Ci si deve lasciare alle spalle l’incredibile lusso dei centri commerciali dalle dimensioni imbarazzanti. O l’area urbana dove i ricchi figli adolescenti di questa terra fanno a gara durante la notte nel prendere multe per eccesso di velocità a bordo di Lamborghini personalizzate. Ed anche i  prive delle discoteche, dove si possono infrangere anche le sacre regole dell’Islam a suon di bottiglie di vodka pregiata e costosi champagne.
Non si deve pensare che gli investimenti milionari degli sceicchi in ricerca e sviluppo tecnologico, i quali porteranno probabilmente a vedere proprio qui le prime automobili volanti, o il deserto trasformato in giardini verdi e lussureggianti grazie a precipitazioni e mutamenti climatici controllati.

Si deve rivolgere lo sguardo altrove, tornare coi piedi per terra, verso una Dubai che non ti aspetti, immergendosi in una realtà completamente differente. Come quella di Bastakiya, la vecchia cittadella storica fatta di viuzze e bancarelle, dove la popolazione non tollera le minigonne e gli abiti succinti, e gli stranieri sono davvero pochi.
La Dubai delle migliaia di giovani immigrati, per lo più indiani e pakistani, che ha permesso il sorgere di questo paradiso urbano, di questa moderna Babilonia che ha tutte le carte in regola per concorrere a divenire il futuro ombelico del mondo che verrà.

Benvenuti tra le pagine del mio diario di viaggio!   

Potranno sembrarvi un po’ vintage in alcuni casi, e sicuramente troverete cose di cui parlo che sono cambiate nel tempo.
Ma ci sono luoghi, viaggi ed esperienze che mi piace ricordare così.
Buona lettura!

Francesco Lasciate un commento, ditemi se siete già stati in questo bellissimo Paese e cosa ne pensate.

 

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