FRANCIA

PHOTO DIARY

Dipartimenti d’oltremare DOM (Départements d’outre-mer)

Giugno 2011, Parigi, Francia

Osservo Parigi dall’alto della Tour Eiffel.
Lascio che il mio sguardo spazi libero, senza ostacoli, dalla sommità di uno dei simboli che l’hanno resa una delle capitali immortali del mondo.

Di questa città si sono dette, si sentono dire e si diranno sempre moltissime cose, ma camminando per le sue strade ho sempre cercato di lasciarmi guidare dall’istinto, percorrendole senza pensare a dove stavo andando, in modo tale da assaporare semplicemente il piacere di camminare.
Il modo migliore per visitare Parigi è indiscutibilmente quello di esplorarla il più possibile a piedi. I francesi usano un termine specifico, flâneur, quando descrivono questo piacevole vagare per la città che permette di sperimentare le emozioni che il paesaggio urbano regala. A Parigi si percorrono strade che sembrano essersi fermate nel tempo, si incontrano scorci ed angoli variopinti che non ti aspetti, ci si trova all’interno di quartieri pigri e sonnolenti che contrastano con altrettante aree brulicanti di vita. E addirittura ci si può imbattere anche in qualche vigneto.

Parigi è infinita, incredibilmente estesa e per questo una delle aree urbane più popolate d’Europa. Sotto Napoleone III è stata la protagonista di una rivoluzione urbanistica senza precedenti, durante la quale il suo cuore storico è stato sventrato con il solo scopo di farla diventare la città più bella del continente. Operazione che, oltre a renderla magnifica, non ha fatto altro che incoronarla al titolo di capitale più romantica del mondo.

parigi

Parigi, cuore romantico d’Europa

Quando penso a Parigi immagino un artista squattrinato che si perde nella sua labirintica natura. Vittima, ed allo stesso tempo complice, degli infiniti eccessi che da sempre questa metropoli cosmopolita offre a coloro che si fanno illuminare troppo dalle sue luci abbaglianti.
L’arte, ed in particolar modo la pittura, ha contribuito a rendere magica l’atmosfera che da sempre la avvolge. Ed ha lasciato indelebili testimonianze delle diverse tendenze e sfaccettature culturali che da secoli si alternano e si contrastano, a rappresentanza di tutti le sue tendenze e i suoi stili avanguardisti, classici, bohémien, esotici e più puramente borghesi.
Forse la vera atmosfera parigina del passato oggigiorno non esiste più, ma ci si può ritagliare un piccolo momento di pace e di piacere artistico anche solo nell’osservare un pittore itinerante che, libero e spensierato, dalla riva della Senna riproduce fedelmente un dettaglio di panorama.

Ma Parigi è anche musica e danza. Le note delle vecchie fisarmoniche suonate dai musicisti di strada hanno sempre dato ai turisti la sensazione di trovarsi all’interno di uno di quei vecchi classici film francesi.
Anche questa immagine dalle tonalità un po’ vintage è quasi svanita ormai, sostituita da sonorità etniche o “rappeggianti” che la fanno da padrone nel panorama musicale locale e francese in generale.
Il Moulin Rouge, il locale di cabaret più conosciuto al mondo situato nel cuore di Pigalle, riporta alla mia mente ricordi di sogni ed emozioni di persone a me care che hanno fatto della danza la loro vera ragione di vita, ed un aneddoto della giovinezza di mio nonno. Mi aveva raccontato infatti di aver conosciuto una ballerina di can can dopo averle nascosto scherzosamente le scarpette da ballo, lasciate appese ad asciugare ad una delle finestre del retro del locale.

moulin rouge parigi

Il Moulin Rouge a Pigalle

A pochi minuti da Pigalle si trova il pittoresco quartiere di Montmartre, senza dubbio la parte di Parigi che preferisco.
Dalla basilica del Sacro Cuore si può ammirare il panorama dell’intera città, e visitando la piccola chiesetta di Saint-Pierre-de-Montmartre ci si può vantare di aver messo piede nella più vecchia chiesa di tutta Parigi. A Place du Tertre per pochi soldi ci si può far fare un ritratto o una simpatica caricatura da appendere al muro di casa o da regalare a qualcuno. Viene chiamata la collina degli artisti, e non è difficile capirne il perché.

Ci sono da sempre e sempre ci saranno valide ragioni per visitare Parigi.
Sarà proprio per l’aria romantica che si respira tra le strade di Montmartre, o per le opere d’arte esposte al Louvre. O ancora per le architetture meravigliose dei suoi edifici, e per le suggestioni che suscita la Ville Lumière durante la notte.

Forse anche per le sue tradizioni culinarie, perfette da condividere con la persona amata durante una fuga d’amore un po’ fuori dall’ordinario.

Benvenuti tra le pagine del mio diario di viaggio!   

Potranno sembrarvi un po’ vintage in alcuni casi, e sicuramente troverete cose di cui parlo che sono cambiate nel tempo.
Ma ci sono luoghi, viaggi ed esperienze che mi piace ricordare così.
Buona lettura!

Francesco Lasciate un commento, ditemi se siete già stati in questo bellissimo Paese e cosa ne pensate.
francesco firma

 

0 commenti

Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *