STATI UNITI D’AMERICA

PHOTO DIARY

Ottobre 2010, New York, Stati Uniti d’America

Tira un vento pazzesco e fa decisamente freddo.
La “Grande mela” mi avvolge. Una delle metropoli più suggestive ed affascinanti del mondo si scaglia intorno a me verso il cielo, brulicante di vita e simbolismi universali, quasi eterni.

Mi guardo intorno pensando a quanto questo suo modo di essere così accattivante sia ritrovabile proprio nel suo venire pubblicizzata e sfruttata in ogni dove, dai film alla pubblicità, dalla moda all’economia.
Non c’è scorcio, angolo o luogo di questa città che non mi faccia pensare ad un’immagine, ad una scena, ad un evento visto in televisione o al cinema. Nella scacchiera di street e avenue da cui è composta trovi tutte le tipiche pedine delle grandi produzioni cinematografiche hollywoodiane: il senzacasa col “radiolone” nero ed il carrello del supermarket ricolmo di oggetti di ogni tipo, il broker rampante perennemente al telefono e proprietario di un costosissimo appartamento con vista privilegiata su Manhattan, il tassista alla guida del suo taxi giallo canarino che ti si inchioda davanti quando allunghi il braccio.
Sono tutte pedine di un gioco di ruolo che si muovono all’interno di fiumi di persone provenienti da ogni angolo del mondo.
E che camminano veloci tra vetrine di abiti firmati e negozietti di cibo multietnico, arrugginite scale di metallo di vecchi edifici, tombini fumanti e squadrate linee di grattacieli, tra le quali da un momento all’altro potrebbe spuntare una astronave aliena o un arrabbiato mostro preistorico.

Ed anche oggi ho veramente la sensazione di trovarmi all’interno di un film, di toccare con mano e di poter realmente assorbire l’energia che questa grande città cosmopolita emana ad ogni ora del giorno e della notte.

Voltando le spalle ai 440 metri di altezza dell’Empire State Building, e camminando senza una meta precisa tra i block che ripartiscono la città in questa sorta di grande scacchiera, mi immergo mentalmente nelle note di una canzone del mitico cantautore Frank Sinatra che fuoriesce da qualche sottotetto poco distante. Mi capita spesso di improvvisare quando cammino una specie di colonna sonora che accompagni i miei passi curiosi.
E le note del mitico Frank sono come un fluido vitale che scorre nelle vene di questa grande metropoli e in quelle dei suoi otto milioni di abitanti.
Perché in fondo forse New York è la vera, unica ed ineguagliabile metropoli delle metropoli.

tramonto new york

Tramonto su New York

Dallo Yankee Stadium nel Bronx alla ruota panoramica di Coney Island, da Queens a Staten Island, passando per Brooklyn e Central Park, miriadi di schegge di laboriosità umana si alternano incessanti incrociando le loro vite e i loro destini.
Puoi infatti imbatterti nell’obeso guidatore di muletti afroamericano, che intento a scaricare merci di ogni tipo divora un enorme hamburger ed impreca contro tutto e tutti. E allo stesso tempo nell’efficiente team di vigili del fuoco che effettuano servizi di controllo con la loro luccicante e super accessoriata autopompa.
E poi ancora, puoi camminare fianco a fianco con il rabbino ortodosso che cammina pensieroso a testa bassa, o con lo svogliato facchino impegnato duramente a riaccendere la sigaretta semi spenta con il suo accendino scarico. Oppure incrociare lo sguardo di un’impettita poliziotta in occhiali scuri e giubbotto antiproiettile che piantona l’angolo insieme al suo fedele ed irrequieto cane lupo al guinzaglio.

Frammenti di vita cosmopolita, simboli di una cultura multietnica e di una società affascinante dove tutto è possibile. Tessere di un puzzle che ogni giorno muta e si arricchisce di nuovi elementi.
Del resto uno dei passaggi salienti e più significativi della famosissima canzone di John Kander e Fred Ebb, Theme from New York, New York (interpretata da Liza Minnelli prima nell’omonimo film del 1977, e resa poi universale da Frank Sinatra), è quello in cui dice:


Se posso farlo qui, lo farò praticamente ovunque. Dipende solo da te, New York, New York.

statua libertà

La Statua della Libertà a Liberty Island

In questa metropoli chiunque può trovare la sua dimensione preservando la sua unicità, sotto lo sguardo vigile e protettivo di uno dei suoi simboli più famosi e riconosciuti, la statua che vuole rappresentare il valore più grande della Nazione agli occhi del mondo.

Benvenuti tra le pagine del mio diario di viaggio!   

Potranno sembrarvi un po’ vintage in alcuni casi, e sicuramente troverete cose di cui parlo che sono cambiate nel tempo.
Ma ci sono luoghi, viaggi ed esperienze che mi piace ricordare così.
Buona lettura!

Francesco Lasciate un commento, ditemi se siete già stati in questo bellissimo Paese e cosa ne pensate.
francesco firma

 

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